Raccolta Bancaria: Cos’è, Come Funziona e Tipologie

raccolta bancaria

Dal TUB alle modalità operative: tutto quello che c’è da sapere sulla raccolta bancaria, diretta e indiretta

La raccolta bancaria rappresenta il cuore pulsante dell’attività di intermediazione creditizia in Italia. Senza la capacità di raccogliere risorse finanziarie dal pubblico, le banche non potrebbero svolgere la loro funzione essenziale: finanziare imprese e famiglie, sostenere gli investimenti produttivi e contribuire alla crescita economica del Paese.

Ma cosa si intende esattamente per raccolta bancaria? E quali sono le modalità attraverso cui le banche acquisiscono i fondi necessari alla loro operatività?

Per chi opera come intermediario, comprendere i meccanismi della raccolta bancaria è fondamentale. Permette infatti di valutare la solidità patrimoniale delle banche partner, di comprendere la provenienza dei fondi impiegati nei finanziamenti e di offrire ai clienti una consulenza più consapevole sugli strumenti di investimento disponibili.

In questa guida analizzeremo le definizioni normative, le tipologie di raccolta, gli strumenti utilizzati e una panoramica recente sul mercato italiano.

Cos’è la Raccolta Bancaria: Definizione e Significato

La raccolta bancaria è l’insieme delle operazioni attraverso cui una banca acquisisce fondi da terzi, con l’obbligo di restituirli secondo modalità e tempistiche prestabilite. Questi fondi possono provenire da consumatori, imprese, enti pubblici o altri intermediari finanziari.

La definizione normativa del TUB

Il Testo Unico Bancario fornisce una definizione precisa all’articolo 11: “Ai fini del presente decreto legislativo è raccolta del risparmio l’acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma”.

Questa attività è riservata per legge esclusivamente alle banche. L’articolo 11, comma 2, è esplicito: “La raccolta del risparmio tra il pubblico è vietata ai soggetti diversi dalle banche”. Si tratta di una riserva di attività fondamentale per tutelare i risparmiatori e garantire la stabilità del sistema finanziario.

La raccolta come fonte di impieghi

Dal punto di vista operativo, la raccolta bancaria svolge una funzione di intermediazione fondamentale. I fondi raccolti presso i risparmiatori vengono infatti utilizzati dalla banca per:

  • erogare prestiti a famiglie e imprese,
  • acquistare titoli sui mercati finanziari,
  • finanziare investimenti produttivi.

Questo meccanismo consente di convogliare il risparmio privato verso l’economia reale, sostenendo la crescita del reddito nazionale e dell’occupazione. La banca funge quindi da “ponte” tra chi ha disponibilità finanziarie eccedenti (i risparmiatori) e chi ha bisogno di capitali per investire (imprese e famiglie).

Tipologie di Raccolta Bancaria

Le banche possono raccogliere fondi attraverso diverse modalità, che si distinguono in base a due criteri fondamentali: la tipologia di clientela coinvolta e il rapporto giuridico che si instaura tra banca e cliente.

Distinzione per tipologia di clientela

In base alla dimensione e alla natura delle operazioni, la raccolta bancaria si divide in:

  • Raccolta al dettaglio (retail): Si rivolge al pubblico dei risparmiatori individuali, delle famiglie e delle piccole imprese. Le operazioni sono caratterizzate da importi contenuti e da elevata numerosità. Gli strumenti tipici sono i conti correnti, i libretti di risparmio, i certificati di deposito di piccolo taglio.
  • Raccolta all’ingrosso (wholesale): Si svolge nei confronti di altre banche, investitori istituzionali e grandi imprese, per importi rilevanti. Utilizza strumenti come i depositi interbancari, le obbligazioni bancarie di grande taglio e i commercial paper. Questa forma di raccolta è essenziale per la gestione della liquidità della banca e per il finanziamento delle operazioni di maggior dimensione.

Distinzione per natura del rapporto: raccolta diretta e indiretta

La distinzione più importante, dal punto di vista operativo e normativo, è quella tra raccolta diretta e raccolta indiretta.

Raccolta Diretta

La raccolta diretta si configura quando la banca acquisisce risorse finanziarie a titolo di debito, assumendo l’obbligo di restituirle alla scadenza pattuita insieme alla remunerazione concordata (interessi).

Caratteristiche distintive:

  • la banca diventa debitrice nei confronti del cliente,
  • si crea un obbligo di rimborso del capitale ricevuto,
  • la banca corrisponde al cliente una remunerazione (interessi passivi),
  • le somme raccolte vengono iscritte nel passivo dello stato patrimoniale,
  • i relativi interessi rappresentano costi nel conto economico.

Questa tipologia di raccolta fornisce alla banca le risorse necessarie per svolgere l’attività di intermediazione creditizia: i fondi raccolti vengono infatti impiegati per erogare prestiti, mutui e finanziamenti o per acquistare titoli sul mercato.

La raccolta diretta beneficia, entro determinati limiti, della garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), che protegge i risparmiatori fino a 100.000 euro per depositante in caso di crisi della banca.

Da un punto di vista contabile, la raccolta diretta viene iscritta nel passivo dello stato patrimoniale della banca, poiché rappresenta un’obbligazione: la banca deve restituire i fondi ricevuti, maggiorati degli interessi pattuiti.

Raccolta Indiretta

La raccolta indiretta comprende l’insieme di risorse che la banca riceve in custodia, amministrazione o gestione per conto del cliente, senza che si crei un rapporto di debito.

Caratteristiche distintive:

  • la banca agisce come intermediario, non come debitore,
  • non c’è obbligo di rimborso da parte della banca,
  • le risorse non finanziano l’attività creditizia della banca,
  • non vengono iscritte nello stato patrimoniale, ma solo nella nota integrativa,
  • generano ricavi da servizi (commissioni e provvigioni).

In sostanza, con la raccolta indiretta la banca non utilizza i fondi dei clienti per la propria attività, ma presta servizi di investimento, custodia e gestione di strumenti finanziari emessi da terzi.

All’interno della raccolta indiretta si distingue ulteriormente tra:

  • Raccolta amministrata: la banca si limita a custodire i titoli e a eseguire gli ordini del cliente, che mantiene pieno controllo sulle decisioni di investimento.
  • Raccolta gestita: il cliente conferisce alla banca un mandato di gestione patrimoniale, permettendole di operare in autonomia secondo linee guida concordate. È il caso delle gestioni patrimoniali mobiliari (GPM) e dei fondi comuni di investimento.

Strumenti di Raccolta Bancaria

Gli strumenti di raccolta bancaria si dividono principalmente tra quelli relativi alla raccolta diretta e quelli della raccolta indiretta. In tutti gli strumenti di raccolta indiretta, la banca non è quindi debitrice nei confronti del cliente, ma offre esclusivamente servizi di collocamento, consulenza e custodia. Le risorse rimangono di proprietà del cliente e non finanziano l’attività creditizia della banca, generando ricavi sotto forma di commissioni e provvigioni anziché interessi passivi. 

 

Analizziamo nel dettaglio le principali forme utilizzate dalle banche italiane per acquisire risorse finanziarie dal pubblico e dai mercati, distinguendo tra gli strumenti che generano passività per la banca e quelli che rappresentano servizi di intermediazione.

Strumenti di Raccolta Diretta

Conti Correnti (Raccolta a Vista)

Il conto corrente bancario è uno strumento che consente di depositare il denaro presso una banca ed effettuare le principali operazioni di pagamento. Si tratta della forma più elementare e diffusa di raccolta bancaria, caratterizzata dalla piena disponibilità delle somme depositate.

Caratteristiche distintive:

  • Liquidità totale: il cliente può prelevare o utilizzare i fondi depositati in qualsiasi momento, senza vincoli temporali o penalità. Questa disponibilità immediata giustifica la denominazione “depositi a vista”.
  • Remunerazione bassa o assente: il tasso medio applicato ai depositi bancari in conto corrente è generalmente molto contenuto o del tutto assente, proprio per via dell’elevata liquidità offerta al depositante.
  • Operatività completa: il conto corrente consente non solo versamenti e prelievi, ma anche l’esecuzione di bonifici, l’addebito di utenze e pagamenti ricorrenti, l’utilizzo di carte di pagamento e assegni.
  • Funzione di gestione quotidiana: rappresenta lo strumento principale per la gestione del denaro nel quotidiano, fungendo da “punto di transito” per entrate (stipendi, pensioni) e uscite (pagamenti, prelievi).

I depositi in conto corrente beneficiano della garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro per depositante presso ciascuna banca. Questo sistema di protezione, obbligatorio per tutte le banche italiane, garantisce il rimborso dei fondi in caso di liquidazione coatta amministrativa dell’istituto.

Conti Deposito

Il conto di deposito o deposito a risparmio è un contratto bancario in cui si presta una somma di denaro a una banca. La banca si impegna a pagare degli interessi e a restituire il denaro al risparmiatore secondo le modalità e le tempistiche concordate.

Tipologie:

  • Conti deposito liberi: permettono lo svincolo delle somme in qualsiasi momento, pur offrendo tassi di interesse superiori ai conti correnti. La flessibilità è massima, ma la remunerazione è inferiore rispetto ai vincoli temporali.
  • Conti deposito vincolati: puoi ritirare il denaro solo alla scadenza del periodo stabilito. La durata del vincolo influenza direttamente il tasso di interesse riconosciuto, secondo il principio della remunerazione proporzionale al sacrificio di liquidità.

Caratteristiche operative:

  • Tassi di interesse competitivi: i tassi di interesse sui depositi a risparmio sono generalmente più alti di quelli sui conti correnti, rappresentando un compromesso tra sicurezza e rendimento.
  • Operatività limitata: per il conto deposito l’operatività è decisamente più limitata perché si possono effettuare esclusivamente operazioni basiche come versamenti e prelievi. Non è possibile domiciliare utenze, utilizzare carte di pagamento o emettere assegni.
  • Conto di appoggio: spesso le banche richiedono l’apertura di un conto corrente collegato, attraverso cui transitano le operazioni di versamento e prelievo dal conto deposito.
  • Penali per svincolo anticipato: le banche permettono ai risparmiatori anche di ritirare i soldi prima della scadenza, dietro eventuale pagamento di penali che di solito consistono nella rinuncia agli interessi maturati.

Anche i conti deposito, sia liberi che vincolati, beneficiano della garanzia del FITD fino a 100.000 euro per depositante.

Certificati di Deposito (CD)

I certificati di deposito sono titoli di credito emessi per la raccolta di risparmio a breve e medio termine. Rappresentano una forma evoluta di deposito vincolato, con la caratteristica distintiva di essere rappresentati da un titolo negoziabile.

Caratteristiche distintive:

  • Scadenza predefinita: le scadenze possono essere comprese tra un minimo di tre mesi a un massimo di cinque anni.
  • Tasso di interesse fisso o variabile: il rendimento può essere garantito con un tasso fisso predeterminato o dipendere dall’andamento di un parametro nel tempo, come per esempio il tasso Euribor.
  • Negoziabilità sul mercato secondario: questa è la differenza fondamentale rispetto ai conti deposito. I Certificati di Deposito sono dei titoli vincolati e trasferibili solitamente emessi dalle banche.
  • Taglio minimo di sottoscrizione: generalmente è previsto un importo minimo per l’emissione, che varia a seconda della banca emittente.

Tipologie principali:

  • A tasso fisso: il capitale viene remunerato a un tasso fisso, predeterminato e costante per tutta la durata del vincolo, con pagamento periodico delle cedole.
  • A tasso fisso con premio finale: oltre agli interessi periodici, è previsto un pagamento extra alla scadenza.
  • “Step-up”: il tasso di interesse cresce nel tempo, offrendo rendimenti sempre più elevati.
  • A tasso variabile: la remunerazione è agganciata a parametri di mercato come l’Euribor, maggiorato di uno spread fisso.
  • “One Coupon”: il capitale viene remunerato a un tasso fisso con pagamento degli interessi in un’unica soluzione alla data di scadenza.

I certificati di deposito garantiscono la protezione del capitale investito. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) garantisce i depositi fino a 100.000 euro per ciascun depositante presso una stessa banca.

Obbligazioni Bancarie

Le obbligazioni bancarie sono titoli di debito emessi dalle banche per raccogliere capitali sul mercato. A differenza dei certificati di deposito, sono destinate principalmente alla raccolta di capitali a medio-lungo termine e vengono collocate sul mercato in emissioni standardizzate.

Tipologie principali:

  • Obbligazioni ordinarie (senior): sono titoli obbligazionari che, in caso di difficoltà dell’emittente, godono di priorità di rimborso rispetto alle obbligazioni subordinate. Tra queste si distinguono ulteriormente i covered bond (garantiti da specifici asset della banca) e i senior unsecured (privi di garanzie reali).
  • Obbligazioni subordinate: la subordinazione è un elemento contrattuale: l’investitore accetta che, se qualcosa va storto, il suo credito sia soddisfatto solo dopo altri creditori più senior. Si suddividono in diverse categorie (Tier 1, Tier 2, Tier 3) con gradi decrescenti di subordinazione.
  • Obbligazioni convertibili: possono essere convertite in azioni della banca emittente secondo rapporti e condizioni prestabiliti.

Caratteristiche operative:

  • Durata media-lunga: tipicamente compresa tra 2 e 10 anni, con possibilità di scadenze anche più lunghe per alcuni strumenti subordinati.
  • Tasso fisso, variabile o strutturato: l’emissione può prevedere cedole fisse, agganciate a parametri di mercato o con meccanismi più complessi di remunerazione.
  • Negoziabilità: le obbligazioni bancarie sono normalmente quotate su mercati regolamentati (MOT, EuroTLX) e possono essere vendute prima della scadenza.

Strumenti di Raccolta Indiretta

La raccolta indiretta comprende titoli di credito e altri valori non emessi dalla banca depositaria, ma ricevuti dalla stessa in deposito a custodia, amministrazione o in connessione con l’attività di gestione di patrimoni mobiliari. A differenza della raccolta diretta, la banca non assume un’obbligazione debitoria ma svolge una funzione di intermediazione, offrendo servizi di collocamento, consulenza e custodia.

Fondi comuni di investimento

I fondi comuni di investimento sono patrimoni autonomi, formati dalla raccolta del risparmio presso i privati e gestiti in monte (ovvero in egual modo per tutti gli investitori del fondo, seguendo una strategia predeterminata). L’attività di gestione collettiva del risparmio si realizza tramite la gestione in via professionale di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) e può essere svolta da SGR (Società di Gestione del Risparmio), SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile) e SICAF (Società di Investimento a Capitale Fisso). 

Gestioni patrimoniali

Le gestioni patrimoniali mobiliari (GPM) sono un servizio di gestione individuale con il quale il cliente incarica un intermediario di compiere per suo conto le scelte di investimento relative a un dato portafoglio. A differenza dei fondi comuni, che operano in monte per tutti i partecipanti, le gestioni patrimoniali consentono una personalizzazione delle strategie di investimento in base al profilo di rischio e agli obiettivi specifici del singolo cliente. Il servizio può essere prestato da banche, SIM e SGR autorizzate.

Titoli di Stato

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze dispone regolarmente l’emissione sul mercato interno di diverse categorie di Titoli di Stato, che possono essere sottoscritti sia dagli investitori privati sia dagli istituzionali. I principali sono i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro), titoli a breve termine a tasso di sconto, e i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), titoli a medio-lungo termine con una cedola fissa pagata semestralmente, emessi con scadenze da 18 mesi fino a 50 anni. Completano l’offerta i CCT (Certificati di Credito del Tesoro) a tasso variabile e altre categorie specializzate come BTP Italia, BTP Valore e BTP Green.

Obbligazioni corporate

In un’obbligazione societaria l’emittente, ossia il debitore, è rappresentato da una società privata. Il possessore dell’obbligazione diventa creditore della società emittente e ha diritto di ricevere il rimborso a scadenza dell’importo previsto dal regolamento del prestito più una remunerazione a titolo di interesse. Le obbligazioni societarie sono classificate anche in base alla qualità del credito: le obbligazioni investment grade sono emesse da società con rating più alto, mentre quelle high yield da società con un rating creditizio inferiore all’investment grade. Le obbligazioni corporate sono negoziate principalmente sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni) gestito da Borsa Italiana.

Azioni

Le azioni rappresentano quote del capitale sociale di una società e conferiscono al possessore diritti patrimoniali (dividendi, liquidazione) e amministrativi (voto in assemblea). Attraverso la sottoscrizione di azioni, l’investitore partecipa al rischio d’impresa e alle prospettive di crescita della società emittente. Le azioni sono negoziate sui mercati regolamentati e rappresentano uno strumento di investimento a maggior rischio rispetto ai titoli obbligazionari, con un potenziale di rendimento più elevato.

ETF e fondi indicizzati

Gli exchange traded fund (ETF) sono fondi comuni a gestione passiva. Gli ETF si distinguono dai normali fondi indicizzati per il fatto di essere negoziati in borsa, come un titolo azionario. L’obiettivo di investimento è esclusivamente quello di replicare la performance dell’indice benchmark a cui fanno riferimento consentendo in modo immediato agli investitori di esporsi al mercato di interesse (azionario, obbligazionario, di materie prime) con commissioni di gestione ridotte. Gli ETF beneficiano di trasparenza, liquidità e flessibilità operativa, potendo essere negoziati in tempo reale durante l’orario di borsa.

La Raccolta Bancaria in Italia

La raccolta bancaria in Italia continua a mostrare un andamento complessivamente positivo, sostenuto sia dai depositi delle famiglie e delle imprese sia — in misura crescente — dalle obbligazioni emesse dagli istituti. Secondo le più recenti stime elaborate dall’ABI, ad agosto 2025 la raccolta da clientela si è attestata intorno ai 2.100 miliardi di euro, in crescita del 2,5% su base annua. Si tratta di un trend che prosegue in modo pressoché ininterrotto, sostenuto da un clima di maggiore prudenza da parte dei risparmiatori e da una maggiore propensione delle banche a rifinanziarsi presso la clientela.

Il ruolo centrale dei depositi

I depositi da clientela residente continuano a rappresentare la componente prevalente della raccolta. Ad agosto 2025 hanno raggiunto 1.836 miliardi di euro, con un incremento del 2,7% annuo. L’andamento è coerente con quanto registrato nel mese di ottobre 2025, quando i depositi sono tornati a crescere del 2,8% annuo, segnando 18 mesi consecutivi con variazione positiva.

Accanto alla raccolta domestica, emerge un’importante dinamica dei depositi dall’estero, cresciuti del 20,1% a luglio 2025 e arrivati a rappresentare il 17,4% del totale della raccolta bancaria nazionale, rispetto al 15,2% dell’anno precedente. Un segnale che evidenzia come il sistema bancario italiano stia intercettando flussi di liquidità anche al di fuori dei confini.

Obbligazioni bancarie in ripresa

La raccolta a medio-lungo termine tramite obbligazioni, dopo anni di contrazione, mostra segnali di consolidata ripresa. Ad agosto 2025 l’ammontare complessivo delle obbligazioni era pari a 264 miliardi di euro, in aumento dello 0,9% su base annua.

I dati più aggiornati confermano questa tendenza: a ottobre 2025 la componente obbligazionaria è cresciuta addirittura del 6,9% annuo, quinto mese consecutivo con segno positivo. Una dinamica favorita da condizioni di mercato più favorevoli e da un graduale rialzo dei rendimenti offerti alla clientela.

Tassi in calo ma ancora superiori ai livelli pre-rialzo

Il costo della raccolta si mantiene su livelli inferiori rispetto ai picchi del 2023-2024, pur rimanendo più alto rispetto all’epoca pre-rialzo dei tassi.

 Ad agosto 2025:

  • Tasso medio sulla raccolta da clientela: 0,89%
  • Tasso sui depositi in conto corrente: 0,27%
  • Tasso sui depositi con durata prestabilita: 0,63%
  • Tasso medio delle obbligazioni: 2,83%

Per le nuove operazioni, il tasso medio della raccolta ad agosto 2025 si colloca all’1,87%, in decisa risalita rispetto allo 0,60% di giugno 2022, ultimo mese prima dell’avvio del ciclo di rialzi BCE. Ancora più evidente l’aumento sui depositi a durata prestabilita, oggi al 2,02%, e sulle nuove obbligazioni, arrivate al 2,52%.

Un quadro complessivo di stabilità in un contesto di transizione

L’insieme dei dati delinea un mercato della raccolta solido e in fase di moderata espansione. I depositi si confermano la forma privilegiata di allocazione della liquidità — soprattutto in un contesto di prudenza crescente da parte delle famiglie — mentre le obbligazioni tornano ad attrarre risparmio grazie al rialzo dei rendimenti.

Il contributo crescente della raccolta dall’estero segnala inoltre un rafforzamento della posizione competitiva del sistema bancario italiano, capace di attirare risorse anche sui mercati internazionali.

La combinazione di questi elementi restituisce l’immagine di un settore in transizione, in cui la normalizzazione dei tassi e la rinnovata attenzione alla stabilità finanziaria stanno progressivamente ridisegnando il comportamento dei risparmiatori e delle banche.

Raccolta Bancaria e Intermediari

Comprendere la raccolta bancaria significa comprendere il meccanismo che alimenta l’intero sistema del credito. I dati analizzati mostrano che depositi, obbligazioni bancarie e raccolta dall’estero continuano a crescere, definendo il costo della provvista per le banche e, di conseguenza, l’offerta di prodotti finanziari e creditizi destinati ai clienti.

Per gli intermediari – creditizi, finanziari o assicurativi – conoscere come la banca si finanzia non è un tecnicismo, ma un elemento che incide direttamente sulle condizioni applicate a mutui, prestiti, polizze e strumenti d’investimento.

In particolare, la raccolta bancaria influenza:

  • le condizioni di credito (spread, tassi, politiche di erogazione);
  • il posizionamento di prodotti di investimento come obbligazioni bancarie, fondi comuni e titoli di Stato;
  • la gestione del portafoglio del cliente, anche rispetto alla componente assicurativa (polizze vita, unit-linked);
  • la lettura della solidità della banca partner, attraverso tassi, composizione dei depositi e andamento delle obbligazioni.

Chi è coinvolto e perché

La conoscenza della raccolta bancaria è rilevante per:

  • Agenti e mediatori creditizi (OAM): Capire come si finanziano le banche permette di leggere correttamente logiche di pricing, politiche creditizie, variazioni nei tassi e disponibilità di credito.
  • Consulenti finanziari abilitati (OCF): La distinzione tra raccolta diretta (depositi, obbligazioni bancarie) e indiretta (fondi, ETF, titoli) è fondamentale per costruire portafogli coerenti con obiettivi e rischio dei clienti.
  • Intermediari assicurativi (IVASS): La raccolta bancaria incide sul modo in cui il cliente distribuisce il proprio risparmio tra liquidità, strumenti finanziari e prodotti assicurativi (polizze vita, previdenza), e sul posizionamento dell’offerta nei modelli di bancassicurazione.

In sintesi: per tutti gli intermediari, conoscere la raccolta bancaria significa offrire una consulenza più solida, razionale e meno influenzata dalla “finanza emotiva”, aiutando il cliente a fare scelte consapevoli in un contesto dove tassi e prodotti cambiano rapidamente.

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